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La vela d’antan fa tappa allo Yacht Club Porto Rotondo

Primo al traguardo sardo, dopo 14 ore abbondanti di navigazione, Mariska, 15 metri stazza internazionale, classe 1908 e veterano della flotta. A chiudere il gruppo, ieri mattina, Iside. Tutti gli yacht hanno trovato accoglienza nei pontili antistanti la club house dello Yacht Club Porto Rotondo, immersa in legni lucidi e ottoni, in un’atmosfera sempre di grande fascino.

Ognuno, tra gli yacht all’ormeggio, ha una lunga storia da raccontare e un palmarés da sfoggiare con orgoglio. Come Eugenia V, ketch Marconi del 1968, commissionata da un ex ufficiale della Marina francese e diventata tra le barche più vincenti dei raduni di vela d’epoca mediterranei, per aver vinto tre volte la Nioulargue di Saint-Tropez. Oppure Nordwind, yawl sempre Marconi, primo in tempo reale al Fastnet nello stesso anno del varo, il 1936. Sempre alle regate è intrecciato il destino di Stiren, altro yawl Marconi, parte della squadra inglese all’Admiral’s Cup 1965 e vincitore nel 2009 della regata atlantica Transat Classique.

Proprio Stiren è stato tra i premiati ieri, durante la cena di armatori ed equipaggi presso la club house del circolo. L’applicazione del tempo compensato ha infatti  insignito lo yacht di Jacques Levasseur del successo nella divisione Classiques, mentre Mariska (Benjamin Redreau) ha prevalso tra gli Epoques e Xantus (Bastien Debrouwer) tra gli Spirit of Tradition

Domani, la flotta mollerà gli ormeggi e punterà la prua verso Trapani, per la tappa più lunga della traversata (230 miglia nautiche). La sosta siciliana sarà preludio alla veleggiata finale, alla volta di Malta, dove i primi arrivi sono previsti martedì.

La flotta del Trofeo Bailli de Suffren ormeggiata allo Yacht Club Porto Rotondo (photo credit Nanni Ono/YCPR)